Rinnovo di una cessione del quinto negato. Cosa può essere andato storto?
Sebbene la maggioranza della cessioni del quinto passino non va mai dato per scontato che non insorgano problemi di varia natura.
Domanda:
Salve,
ho richiesto alla finanziaria con cui ho una cessione del quinto in scadenza tra tre anni il rinnovo.
Premetto che io lavoro in una SpA con migliaia di dipendenti nel settore delle telecomunicazioni.
La mia busta paga è di 1.900 euro e la rata della cessione che sto pagando è di 310 euro.
Fatto sta che a distanza di due settimane mi comunicano che non verrà effettuato il rinnovo per motivi assicurativi.
Ha senso questa cosa?
Risposta:
Gentile Utente,nonostante la cessione del quinto rientra tra i diritti di alcune categorie di lavoratori, sempre che vi siano i requisiti, non bisogna mai dare per scontata ne l'erogazione del prestito e ne la rinnovazione dello stesso.
In sostanza ci sono tre ambiti da verificare per capire per quale motivo ha subito questo rifiuto e sono:
- Qualcosa è intervenuto, rispetto al momento in cui fu erogata la cessione, per quanto attiene la sua persona, come ad esempio è cambiato il Suo stato di salute o è molto aumentato il Suo debito complessivo.
Un esempio tipico è una sopraggiunta malattia che mina la possibilità per Lei di lavorare in un prossimo futuro di durata pari al piano di rimborso del rinnovo (immaginiamo decennale).
Anche il debito complessivo incide, così come eventuali dinamiche di recupero crediti in corso, come pignoramenti, esecuzioni, vendita all'asta di beni di Sua proprietà.
In questi casi può intervenire nel giudizio della finanziaria l'osservanza della Legge 3/2012, cosiddetta legge salva suicidi, per la quale, in parole semplici, anche se è ammissibile tecnicamente un ulteriore indebitamento questo non è desiderabile. - E' avvenuto qualcosa a livello del datore di lavoro.
Anche se ci parla di azienda grande e solida andrebbe valutato cosa è accaduto negli ultimi sette anni.
Potrebbero esserci stati accadimenti che hanno minato la complessiva qualità dell'azienda, come ad esempio ricorso intensivo a cassa integrazione, messa in mobilità di lavoratori, provvedimenti di licenziamento collettivo.
Le facciamo un banale esempio:
un lavoratore Alitalia, allo stato attuale delle cose, pur essendo dipendente di una grande azienda di interesse nazionale, non verrà visto di buon occhio da banche e finanziarie in sede di decisione se erogare o meno credito a vario titolo. - L'intoppo è soltanto assicurativo.
Questo è il caso in cui può non esserci stato un deterioramento della Sua posizione né di quella aziendale, ma la compagnia assicurativa ha cambiato i propri parametri di valutazione e assunzione del rischio.
Questa è la condizione migliore per Lei in quanto tali parametri sono soggettivi:
quello che una compagnia giudica troppo rischioso può non esserlo per un'altra, e queste differenze ci sono e spesso sono notevoli.
Se non riscontra niente dal punto di vista dei primi due punti, dunque, la soluzione e fare altri tentativi, rivolgendosi ad altre finanziarie al fine di vedere se il problema si ripresenta o se riesce ad essere finanziato.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 14-04-2021
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