Cessione del quinto da 19.250 euro, rata 250 euro. Ci siamo con il tasso applicato?
Il tasso di interesse su una cessione del quinto è influenzato da numerosi fattori. Confrontiamolo con la media del mercato.
Domanda:
Buongiorno ho chiesto un finanziamento di 19250 euro con cessione del quinto (busta paga di circa 1680 euro).
La rata che devo pagare è di 250 euro per 120 mesi, alla fine il totale da restituire è di 30.000 Euro, sono stata fregata?
Risposta:
Gentile Utente,il modo in cui viene determinato il tasso di interesse di una cessione del quinto dipende da numerosi fattori, quale l'età e il sesso, lo stato di salute, il TFR accumulato ed altri, che ricadono sui costi assicurativi, ossia la polizza rischio impiego e rischio vita.
Altro ruolo fondamentale è giocato dal datore di lavoro:
più si tratta di una azienda o un ente di grandi dimensioni e quindi ben strutturato, più il tasso deve scendere in considerazione della sicurezza del posto di lavoro.
In conseguenza di ciò è difficile (se non impossibile) valutare in termini specifici il Suo caso.
Quello che può essere fatto è confrontare il tasso a Lei applicato con quello medio di mercato.
Secondo l'ultima rilevazione trimestrale della Banca d'Italia, il tasso medio applicato sulle cessioni del quinto dello stipendio, con netto ricavo superiore ai 15.000 euro, quindi come nel Suo caso, è pari al 7,34%.
Ben lontano è, ovviamente, il tasso usurario relativo allo stesso tipo di operazione, che si attesta al 13,75%.
Nel Suo caso specifico la cessione che Le hanno erogato ha un TEGM del 9,60% circa.
Cosa ci dice questo?
In primo luogo che anche tale tasso è decisamente distante dalla soglia usuraria.
In secondo luogo rileviamo una distanza di poco più di due punti percentuali dal tasso medio di mercato.
Cosa si può dunque concludere?
A nostro modo di vedere non ci sono i termini per parlare di una fregatura.
Due punti di distanza della media è una distanza che quei fattori di cui parlavamo prima posso ragionevolmente determinare.
Le facciamo un esempio:
se Lei ci dicesse che è una dipendente di una azienda privata magari nemmeno di dimensioni notevoli questo già ci basterebbe per dire che, al contrario, il tasso che Le hanno praticato è decisamente interessante.
Al contrario, se ci dicesse che è dipendente di un ente pubblico o statale, l'offerta che Le hanno fatto ci sembrerebbe non proprio vantaggiosa, ma magari qualche altro fattore potrebbe aver inciso in maniera negativa.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 05-11-2021
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