Mutuo di 80.000 euro per dipendente in cassa integrazione e coniuge partita Iva più tempo determinato. E' possibile ottenerlo?

La composizione ed entità della posizione debitoria ed alcuni approfondimenti sulla forma ed entità del reddito disponibile sarebbero necessari per valutare la situazione correttamente.
Domanda:


Buonasera,
Necessitiamo di un mutuo o prestito per acquisto di un immobile. La cifra sarebbe 80000,00. Mio marito è in cassa integrazione e percepisce uno stipendio di 1300,00 io ho un contratto TD statale full time (circa 1200,00 euro) e sono anche P.Iva.
Io ho già impegni bancari. lui è garante per uno dei miei impegni.
Ci sono possibilità di avere un mutuo o un maxi prestito, avendo garanti?

(Domanda inserita il 26-10-2020 sulla pagina: Prestito Maxi di Intesa Sanpaolo, importi fino a 300.000 euro)


Risposta:
Gentile Utente,
la Vostra situazione è piuttosto articolata e quindi per dare delle risposte il più possibili certe occorrerebbero numerose altre informazioni relative al Suo reddito, attuale e pregresso, alla struttura della Vostra posizione debitoria, alla tipologia di datore di lavoro di Suo marito.

Perché informazioni relative al Suo reddito?
Perché Lei ci indica di essere titolare di partita Iva ma non ci dice niente relativamente all'introito derivante dall'attività con essa esercitata.
Immagini se ci dicesse che con la partita Iva fattura 7.000 euro l'anno, oppure 15.000, oppure ancora 40.000.
Con differenze così marcate si hanno altrettante differenti possibilità di essere finanziati.
Perché diciamo anche attuale e pregresso?
Perché in un contesto incerto come quello del lavoro autonomo se Lei fosse al secondo anno di attività avrebbe molte meno possibilità che se fosse al decimo e in tale periodo avesse stabilmente avuto profitti di una certa entità.

Passiamo alla posizione debitoria.
Lei ci dice di avere altri impegni bancari, ma anche qui non possiamo fare ragionamenti sensati se non sappiamo a quanto essi ammontano, da quanto sono in essere e per quanto si protrarranno in futuro.
Se Lei ci dice di avere una esposizione debitoria di 400 euro al mese per i prossimi otto mesi si troverebbe in una situazione molto favorevole rispetto all'ipotesi che se ci dicesse di avere un impegno mensile magari uguale ma per i prossimi otto anni.
Anche la natura del debito ha un differente impatto: un conto è ragionare con un prestito personale di breve durata e un conto è trovarsi di fronte ad un mutuo, già in corso, di trenta anni.

Infine, la tipologia di datore di lavoro di Suo marito è fondamentale.
Un conto è trovarsi in CIG ordinaria in una grande azienda, magari con partecipazione statale, un conto è essere in CIG straordinaria in una ditta con meno di quindici dipendenti.
Inoltre, maggiore è la dimensione e solidità dell'azienda, maggiori sono le possibilità di ricorrere ad un prestito con cessione del quinto con tutti i vantaggi che ne derivano.

La cessione del quinto può essere fatta solo da dipendenti e pensionati. Grazie ad essa si può essere finanziati anche in presenza di segnalazioni negative in Crif

Terminata questa premessa, lunga ma necessaria, passiamo ad una serie di ragionamenti generali con cui sarete in grado di trarre conclusioni o almeno avere un quadro più chiaro delle Vostre possibilità.
Un mutuo di 80.000 euro, che allo stato attuale del mercato dei mutui implica l'acquisto di un immobile con valore stimato intorno ai 100.000 euro, costa circa 250 euro al mese considerando un piano di rimborso trentennale al fine di contenere la rata e renderla più idonea ad una condizione dove c'è già indebitamento.
Stabilito questo dovete capire quale è la Vostra capacità di lungo periodo di sostenere un debito.
Per far ciò dovete considerare il reddito di Suo marito e il Suo reddito netto della partita Iva.
La quota di reddito proveniente invece dal contratto di lavoro a tempo determinato è pressoché ininfluente data l'enorme sproporzione tra la durata di tale contratto e la durata del mutuo.
Con il reddito cumulato potete calcolare una percentuale intorno al 25% / 30%.
Nel valore che otterrete Voi dovrete far rientrare tutta la Vostra posizione debitoria (somma delle rate in essere e del nuovo mutuo).
Oltre questo la banca difficilmente può andare, anche in presenza di ulteriori garanzie prestate da terzi.
Altro effetto avrebbe invece una garanzia ipotecaria, che potrebbe aprirvi la strada a un muto per liquidità, ma comunque il reddito per poi pagare le rate ci deve stare.

Una ultima considerazione, maggiormente fattibile se per caso Suo marito avesse titolo a fare una cessione del quinto.
In quel caso si potrebbe tentare di riassumere tutti i debiti in essere (non il nuovo mutuo) in un prestito di consolidamento debiti mediante cessione.
Il vantaggio sarebbe allungare molto il periodo di rimborso, fino a dieci anni, al fine di alleggerire la situazione attuale per far posto alla nuova rata del mutuo.

Il prestito di consolidamento debiti permette di accorpare i prestiti in corso e abbassare l'importo della rata

Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 26-10-2020

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