Stipendio di 1.500 euro e prestito da 30.000 euro. E' possibile con rate da 550 euro?

Il prestito in sé sarebbe ammissibile, ma non con un reddito di 1.500 euro a meno di non strutturare il finanziamento in due differenti finanziamenti.
Domanda:


1500 euro al mese x 14 mensilità, posso avere 30000 euro con rata di 550?
Grazie x la risposta

(Domanda inserita il 11-06-2021 sulla pagina: Calcolo importo massimo ottenibile in prestito)


Risposta:
Gentile Utente,
con il Suo reddito è anche ammissibile ottenere i 30.000 euro che Le occorrono, ma nel momento in cui andasse a richiedere un prestito con rata di 550 euro il rifiuto sarebbe praticamente certo.
Sarebbe possibile invece agire con due diversi strumenti finanziari al fine di dare una maggior garanzia alla finanziaria di poter coprire con regolarità le rata per tutta la durata del finanziamento.
Anche optando per una rata minore la soluzione con un unico prestito non sarebbe comunque percorribile.
Il centro di tutta la questione è dunque la sostenibilità del debito, che è garantita qualora ci sia la ragionevole convinzione da parte di chi deve erogare il prestito che Lei possa sostenere il reddito senza mai "perdere colpi", ossia saltare o anche solo ritardare i pagamenti dovuti.

Sostenibilità del debito, ossia una rata che sia ragionevole

Lei propone, in sede di domanda, di restituire il debito con rate di 550 euro cadauna.
Per poter avere una rata di questo importo occorrerebbe che Lei guadagnasse almeno 2.000 / 2.200 euro al mese.
La finanziaria sarebbe allora ragionevolmente certa che Lei possa disporre di una sicurezza economica tale da consentirLe di pagare ogni mese puntualmente.
Se, sempre in ipotesi, Lei dispone di questo maggiore stipendio, "levarsi" i 550 euro mensile non imporrebbe un cambio di gestione del Suo bilancio mensile così radicale come invece nel caso reale, ossia con un reddito di 1.500 euro che ci dice di avere.
In percentuale Lei infatti si troverebbe, in caso di ammissibilità del finanziamento, a privarsi ogni mese di quasi il 35% delle Sue disponibilità.
Dopo un simile abbattimento è quasi certo Lei dovrebbe ristrutturare il Suo stile di vita per far fronte alla rata in maniera consistente, col rischio di non riuscire più a far quadrare tutto, specie in caso di spese impreviste.
Poco importa se Lei è in realtà una persona molto attenta ed è convinto che potrebbe farcela tranquillamente; le finanziarie si devono necessariamente basare su dati statistici e nel tempo hanno osservato che imporre un esborso maggiore del 20%, magari 25%, per la rata porta il debitore ad andare in affanno.

Possibile soluzione agendo sulla rata. Ma che esito si avrebbe?

Stabilito che la rata di 550 euro non è considerata sostenibile verrebbe naturale pensare di agire su di essa, in detrazione, fino a portarla in una posizione di equilibrio con il Suo reddito.
Sulla base delle percentuali prima indicata la rata che Lei può sostenere è di circa 300 euro / 350 euro.
Ma anche laddove si impostasse il piano di rimborso più lungo possibile, ossia dieci anni, non riuscirebbe mai a restituire il dovuto per ottenere 30.000 euro oggi.
Al più ne potrebbe ottenere circa 20.000.
Il prestito potrebbe essere erogato ma molto lontano da quello che è il Suo obiettivo.
Quindi questa soluzione passa per una revisione profonda della Sua esigenza:
se Lei valuta che già 20.000 euro potrebbero essere utili potrebbe procedere, ma se l'obiettivo di 30.000 euro è irrinunciabile ecco che si dovrà pensare a qualcos'altro.

Un diverso modo per rassicurare la finanziaria

Una possibile soluzione sarebbe quella di mantenere la rata al livello accettabile, 300 euro, ma applicarla a due finanziamenti.
Potrebbe sembrare una contraddizione:
prima dicevamo che non può andare oltre quell'importo e adesso passiamo addirittura a raddoppiarlo?
Effettivamente è così, ma questa volta daremo alla finanziaria la sicurezza di cui ha bisogno agendo sulla garanzia di pagamento.
La tecnica da utilizzare è avvalersi di un primo prestito pignoratizio, ossia una Cessione del quinto dello stipendio.
In questo tipo di prestito non è Lei a pagare la rata ma è il datore di lavoro che gliela decurta dallo stipendio prima di darLe la restante parte.
La finanziaria erogherebbe senza problemi, proprio per questa sicurezza di essere mese per mese sempre soddisfatta.
La cessione potrebbe avere al massimo una rata di 300 euro, non consentendole da sola di raggiungere il Suo fine.
Ecco che dovrebbe fare un secondo prestito pignoratizio (Prestito delega) con rata di 250 euro per ottenere la restante parte di capitale per arrivare al target di 30.000 euro.
La finanziaria anche in questo caso erogherebbe con tranquillità per lo stesso motivo della cessione:
la rata verrà anche in questo secondo caso versata direttamente dal datore di lavoro.
Il nodo centrale della situazione è capire se Lei può fare in prima battuta la cessione del quinto, cosa che non è da darsi per scontata, e in un secondo tempo il prestito delega, cosa ancora molto meno sicura.
Dovrà dunque vedere se dispone dei requisiti, che potrà analizzare leggendo le pagine relative a queste due tipologie di prestito.

Può fare la cessione ma non il prestito delega, c'è margine per muoversi comunque?

Se dalla lettura dei requisiti necessari e dalle informazioni che dovrà raccogliere in azienda e presso il Suo ente pensionistico, emergesse che può fare la cessione del quinto ma non il prestito delega potrebbe comunque arrivare all'importo che desidera?
La risposta è ancora si, ed è possibile proprio agendo sulle garanzie fornite in sede di richiesta.
Nella cessione più delega la garanzia è che il prestito viene rimborsato con rate pagate alla fonte.
Nei comuni prestiti personali invece la garanzia è data dal possedere un reddito tale che la rata non sia destabilizzante, mantenendosi intorno a quel 20% di cui discutevamo prima.
Lei dovrebbe dunque agire con un mix delle due cose:
in primo luogo (ed è importante l'ordine delle richieste) dovrebbe richiedere un prestito personale alla finanziaria, scegliendo di sostenere una rata di circa 300 euro ed ottenere dunque una prima parte di capitale.
Dopo di che dovrebbe richiedere solo un prestito con cessione del quinto, andando così ad eliminare il prestito delega.
Nonostante la presenza della rata del prestito personale ecco che la finanziaria erogherebbe senza problemi proprio perché, come detto più volte, la rata sarebbe sicuramente coperta.
Va da se che le due finanziarie dovrebbero essere diverse, altrimenti tutto il discorso non avrebbe senso.

Arrivato all'obiettivo, cosa altro andrebbe considerato? Evitare il sovraindebitamento!

Che possa ricorrere alla cessione più delega, oppure al prestito personale più cessione, questo Le consentirebbe di ottenere i 30.000 euro e di pagare i desiderati 550 euro al mese.
Ma, dopo aver stabilito che la cosa è fattibile, si deve decidere se la cosa è anche veramente desiderabile.
Togliere 550 euro su un reddito di 1.500 euro, seppure per quattordici mensilità, implica di dover poi necessariamente fare rinunce e mettere in atto diverse strategie di spesa per far quadrare il bilancio.
A questa considerazione ne va aggiunta una seconda:
questo pesante impegno durerebbe, ai tassi medi di mercato attuali, per ben sei anni!
Qui si tratta di decidere se il peso del debito è sostenibile non per qualche mese o per uno o due anni, ma da oggi fino al 2027.
Perché sottolineiamo questo ragionamento con forza?
Perché il sovraindebitamento, ossia avere un debito mal proporzionato con le proprie entrate, va evitato a tutti i costi; le finanziarie lo evitano proprio imponendo il rapporto tra rata e reddito intorno al 20% ma, se lo aggiriamo con i due prestiti, ecco che saremo noi stessi, o più correttamente Lei, ad imporcelo e a doverlo sopportare poi per molti anni.

Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 11-06-2021

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