Prestito di 3.000 euro con busta paga di 800 euro a part-time. Viene erogato? E il datore di lavoro viene informato?
Il prestito è alla Sua portata, ma forse il Mini Prestito Bancoposta non è lo strumento ideale. Vediamo perché (e leviamoci il dubbio sul datore di lavoro).
Domanda:
Salve,
vorrei richiedere un prestito da 3000 euro, ho un contratto a tempo indeterminato part-time, tra qualche giorno sarà un anno che lavorò lì e ho un netto di busta paga oscillante tra 790/806 euro, vi sono problemi nella richiesta?
Inoltre volevo sapere, dato che vorrei procedere con il mini prestito bancoposta, il datore di lavoro viene informato?
(Domanda inserita il 11-12-2021 sulla pagina:
Mini Prestito BancoPosta, fino a 3.000 euro sulla Postepay Evolution)
Risposta:
Gentile Utente,il prestito di 3.000 euro che desidera potrebbe essere alla Sua portata poiché il reddito di cui dispone è idoneo a far fronte ad un impegno di questo tipo.
Va tuttavia notato che forse il Mini Prestito Bancoposta potrebbe non passare proprio per un difetto nel rapporto tra il Suo reddito e la rata che andrebbe a dover pagare.
Le indicheremo cosa ci porta a pensare in questo senso ma anche le vie alternative nel caso ce ne fosse bisogno.
Il datore di lavoro non sarà informato dalla finanziaria del fatto che Lei abbia fatto ricorso al prestito.
Ciò accadrebbe, ma non è assolutamente questo il caso, qualora il prestito fosse di tipo pignoratizio e al centro del pignoramento fosse la Sua busta paga.
Con il reddito ci siamo... o quasi
Come detto molte volte in risposta a quesiti analoghi al Suo, per poter ricevere un prestito uno dei primi requisiti richiesti è un reddito idoneo a sostenere la rata senza determinare uno sconvolgimento del bilancio di chi richiede il prestito.Che si intende per "sconvolgimento"?
Che una rata troppo pesante determinerebbe un profondo cambiamento nelle Sue abitudini fino al punto di metterla in difficoltà ad arrivare a fine mese e, se ci si trova in difficoltà sicuramente la prima cosa che salta è il pagamento delle rata e non certo la spesa per mangiare!
Lei avrebbe, con il Mini Prestito Bancoposta, erogato mediante la PostePay Evolution, una rata di 150 euro che rappresentano il 18,75% di quanto guadagna.
Orientativamente le finanziarie giudicano che non si sconvolge il bilancio mensile del debitore se questi non ha debiti per oltre il 20% dello stipendio.
Ora, Lei avrebbe un debito del 18,75% per cui sembrerebbe tutto a posto.
Ebbene non è proprio così:
la consuetudine di calcolare il 20% del reddito come limite ha più senso su stipendi più alti perché il margine che rimane, seppure di pari percentuale, è comunque più alto in termini assoluti:
se uno guadagna 3.000 euro al mese e gli si toglie il 20%, ossia 600 euro, potrà comunque godere di 2.400 euro di residuo.
A Lei se viene tolto il 20% (che è molto vicino alla realtà che sarebbe quel 18,75%) Le rimarrebbero 640 euro.
Lei ben capisce che la differenza tra i due casi è notevole.
Diciamo che nel Suo caso la finanziaria sarebbe probabilmente più tranquilla erogando magari a trentasei mesi, e imponendo di conseguenza una rata minore, di poco sotto i 100 euro.
L'avanzo rimanente a Sua disposizione sarebbe così un po' più consistente.
C'è però da dire una cosa: il Mini Prestito ha durata fissa di ventidue mesi e conseguentemente la rata non può essere modulata diversamente.
Questo è il motivo che ci spingeva, più sopra, a dire che questo prestito specifico forse non è il più adatto per Lei, ma questo non è un problema perché ci sono molte altre finanziarie a cui potersi rivolgere.
Cosa si potrebbe fare dunque?
Provarci con Poste e vedere se loro erogano.
Se decidono di non farlo rivolgersi ad altri.
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La modalità part-time, sempre più diffusa nel mondo del lavoro, non costituisce un impedimento quando si va a richiedere un prestito. Vediamone i motivi
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Cosa saprà a riguardo del finanziamento il datore di lavoro?
In questo tipo di prestito, in cui la garanzia di pagamento è data esclusivamente dall'impegno che Lei si prende firmando il relativo contratto, nessuna informazione viene girata al datore di lavoro.I casi in cui, invece, il datore di lavoro deve per forza essere a conoscenza del prestito sono:
- Se ricorresse ad una cessione del quinto dello stipendio, in cui è proprio il datore di lavoro a pagare la rata decurtandola dalla Sua busta paga.
- Se facesse un prestito delega, per lo stesso identico motivo della cessione.
- Nel rarissimo caso in cui il datore di lavoro Le facesse da garante.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 30-10-2022
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<--Richiedere 3.000 euro dopo altro prestito con solo otto rate pagate. Si può richiedere, visto che c'è anche un garante?
<--Richiedere 3.000 euro dopo altro prestito con solo otto rate pagate. Si può richiedere, visto che c'è anche un garante?
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Operaia specializzata con salario di 1.600 euro, perché non riesco ad accedere ad un prestito?-->
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