Prestito di 3.000 euro ma con 360 euro di affitto su 670 euro di stipendio. C'è qualche possibilità che sia erogato?

Il fatto di pagare un affitto di 360 euro complica una situazione già difficile di per sé a causa di un reddito molto ridotto.
Domanda:


Ho un contratto a tempo indeterminato e prendo 670 euro al mese.
pago un affitto di 360 euro.
Posso chiedere un prestito alla banca di 3000 euro?

(Domanda inserita il 07-03-2022 sulla pagina: Quanto posso ottenere? L'importo massimo di un prestito, come capire il proprio limite)


Risposta:
Gentile Utente,
può chiedere il prestito di 3.000 euro che Le occorre ma, sfortunatamente, si deve considerare questo come un tentativo con ben poche possibilità di esito positivo.

Il Suo livello di reddito, pari a 670 euro mensili, da in generale poco margine di movimento quando si va a richiedere un prestito.
Il fatto che Lei abbia un contratto a tempo indeterminato migliora le cose, perché il reddito in essere è, ragionevolmente, certo per ancora un lungo periodo.
La finanziaria deve chiedersi quale sia la possibilità che Lei possa continuare a vivere con l'attuale stile di vita anche dopo aver pagato l'eventuale rata legato al prestito concesso.
Se fosse erogato un prestito di 3.000 euro a trentasei mesi avrebbe una rata pari a circa 100 euro.
Togliere 100 euro a chi ne percepisce 670 e ne paga giù 360 di affitto significherebbe metterLa in difficoltà nel far quadrare il Suo bilancio mensile.

Come potersi fare prestare allora questi 3.000 euro?

L'unico modo perché possa farsi finanziare sarebbe far emergere tutto il quadro entro il quale Lei si trova, sempre ammesso che questo possa essere fatto.
Lei afferma di avere una busta paga di 670 euro di cui 360 vanno via per l'affitto.
Significherebbe che Lei vive ogni mese con 310 euro!
E' proprio questo l'assunto che impedisce alla finanziaria persino di provare a fare una istruttoria di prestito.
Chi dispone mensilmente di così poco reddito e ricevesse un prestito potrebbe tranquillamente evitare di pagare poi le rate perché nessun giudice potrebbe costringerlo ad onorare il debito con un prelievo forzoso in busta paga perché verrebbero meno i limiti minimi si sussistenza, relegando Lei e la Sua famiglia all'indigenza.
Quindi, se c'è la possibilità, Lei deve spiegare alla finanziaria, e convincerla, come fa a vivere in questa condizione.
Se Lei aggiungesse, ad esempio, che c'è il coniuge che ha uno stipendio, o magari un figlio/a ancora conviventi che hanno un impiego, ecco che le possibilità di avere il finanziamento aumenterebbero radicalmente.
Quello che è evidente è però che tali redditi dovrebbero essere, al pari del Suo, dimostrabili e quindi frutto di lavoro regolare.

La cessione del quinto dello stipendio potrebbe essere la soluzione ma...

Lasciamo per ultima quella che potrebbe essere la soluzione perfetta che smentirebbe tutto quanto detto fin qui.
Se Lei potesse fare una Cessione del quinto dello stipendio allora potrebbe ottenere i 3.000 euro e, se volesse, anche molto di più, superando anche i 10.000 euro.
Perché questo è possibile?
Perché la finanziaria avrebbe la certezza del pagamento della rata, perché fatto dal datore di lavoro direttamente, e si disinteresserebbe quindi di come Lei potrebbe fare a far quadrare le Sue spese mensili.
Ma se è tutto così semplice perché abbiamo lasciato questa ipotesi solo alla fine?
La cessione del quinto dello stipendio è ammissibile solo per dipendenti pubblici, statali, o anche privati ma solo se dipendenti di azienda molto grandi, strutturate, con magari centinaia di dipendenti.
Pur non conoscendo chi sia il Suo datore di lavoro, il Suo livello reddituale ci spinge a pensare che Lei non rientri nei criteri di ammissibilità prima indicati.

Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 07-03-2022

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Coppia giovane, lui neoassunto, lei a tempo indeterminato. Possibile un mutuo di 120.000 euro (100% del valore dell'immobile)?-->