Domanda n.2430 del 15/12/2012
Domanda:
Salve, mi accodo alla lunga lista di confusi e disperati che scrivono su questa pagina :)
Immagino già che la risposta sia negativa, per questo vorrei chiedere se siete a conoscenza di una qualsiasi alternativa.
Ragazza italiana di 23 anni, recentemente sono stata sopraffatta dai costi della vita sproporzionati e dalle tasse universitarie troppo alte (devo completare gli ultimi mesi prima laurea) in relazione ad un stipendio da fame e cadenzato da contratti irregolari (nonché un ambiente di mobbing), pertanto sono letteralmente scappata dall'Italia. Finalmente ho da poco trovato lavoro ma, essendo io partita senza un appoggio né un lavoro, chiaramente le spese sono state eccessive per le mie tasche di studentessa italiana.
Tra le altre cose, lavoro da circa 2 anni come traduttrice free-lance per un'azienda americana. Essendo free-lance, non ho mai avuto buste paga, ma fatture per il mio operato.
Inoltre, fino ad ora, ho sempre svolto tale lavoro "part-time", ovvero mai superando i 500 euro circa al mese.
Non credo che mostrare un contratto di lavoro svizzero mi possa giovare (e in Svizzera non posso richiedere prestiti perché prerequisito è di aver vissuto in Svizzera almeno 12 mesi).
Ora, lo stipendio del lavoro trovato all'estero arriverà soltanto tra due mesi, pertanto fino ad allora non ho idea di come sopravvivere.
Con lo stipendio che avrò qua, potrò restituire un prestito di 2-3000 euro tranquillamente in 3-4 mesi.
C'è qualcosa che mi possa tirare fuori da questa situazione angosciante e io non ne sono a conoscenza?
Grazie in anticipo per l'attenzione e una cordiale risposta.
Grazie
Risposta:
Gentile Utente,bisogna fare un attimo mente locale.
Lei ci parla di contratti irregolari, ma bisogna vedere quale tipo di irregolarità denuncia. Se si tratta di lavoro dipendente a tutti gli effetti svolto in maniera "mascherata" da consulente (a partita IVA o ritenuta d'acconto) avrà comunque la relativa dichiarazione dei redditi percepiti o, al più, un CUD.
Se, invece, l'irregolarità attiene la retribuzione, ossia il reddito non è mai stato dichiarato, allora non potrà avvalersene in sede di richiesta del prestito.
Passiamo al lavoro, estero, di traduttrice: Lei ci parla di fatture attestanti il reddito. Queste, pur non essendo buste paga, possono essere prodotte ad attestare comunque un, pur minimo, reddito che però ha il grande valore di essere costante (ci parla di un paio di anni) e dimostrabile anche attraverso l'estrattoconto del conto dove riceve i bonifici.
Infine, c'è un contratto di lavoro che, in generale, è poco spendibile perchè stipulato in altro stato ed intrinsecamente debole, infatti Lei afferma che già oggi lavora ma vedrà il Suo primo stipendio tra due mesi.
Ora, sulla base di quanto detto, noi fossimo in Lei porteremmo le fatture del lavoro estero e il contratto svizzero in una finanziaria italiana (meglio del nord, dove avranno avuto già casi analoghi, almeno in parte, col Suo) e proveremmo a richiedere un prestito, ma basso, il minimo possibile (non 2 - 3.000 euro) per letteralmente per sopravvivvere questi due mesi.
Da ultimo, Le sconsigliamo di dare troppo peso a questo concetto che ci esprime:
...Con lo stipendio che avrò qua, potrò restituire un prestito di 2-3000 euro tranquillamente in 3-4 mesi...
ma semplicemente accennarvi. Ad una finanziaria dei soldi futuri non interessa nulla. Lei può chiedere un prestito di 100 euro dicendo che il giorno dopo deve incassarne 100.000, loro Le risponderebbero di "tirare la cinghia" e basta.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 18-12-2012
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