Dipendente statale con 1.300 euro di reddito e rate per 800 euro. C'è margine per un finanziamenti di 6.000 euro?

La composizione dell'indebitamento è la chiave di lettura corretta. Le possibilità ci sono a patto di avere margine per pignoramenti in busta paga.
Domanda:

dipendente statale con stipendio 1300 euro e rate per 800, nuovo prestito 6000 euro
Dipendente statale con busta paga euro 1300, pago ogni mese per circa 800 euro, mi urgono 6000 euro,a chi mi devo rivolgere?

(Domanda inserita il 13-03-2023 sulla pagina: Prestito con busta paga di 500 euro. Importo massimo ottenibile)


Risposta:
Gentile Utente,
leggendo la Sua domanda sono due le considerazioni che immediatamente vanno fatte:
  • il sovraindebitamento è evidente, specie laddove il Suo reddito sia l'unico a livello familiare.
  • La condizione è così gravemente deteriorata che il nuovo finanziamento è ammissibile solo laddove la finanziaria abbia la certezza del pagamento delle rate.


Per quanto riguarda il primo punto c'è poco da approfondire:
Lei destina già più del 60% del Suo reddito al pagamento di rate, aggiungere ulteriore carico sarebbe deleterio.
Unica eccezione a tale osservazione sarebbe che nel Suo nucleo familiare siano presenti altri redditi e, aggiungeremmo, qualificati, ovvero pari almeno al Suo o meglio se maggiori del Suo.
Le finanziarie non gradiscono esposizioni oltre il 25% - 30% del reddito, figuriamoci il 60%.
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Il secondo punto invece apre alla possibilità di un esito positivo del nuovo finanziamento da 6.000 euro.
Se la finanziaria che andasse ad erogare avesse la certezza del pagamento della rata ecco che non si porrebbe alcun problema legato alla Sua sovraesposizione debitoria.
Questo significa che Lei dovrebbe poter fare un prestito con pignoramento in busta paga dell'importo della rata.
Le soluzioni ammissibili sono:
  • cessione del quinto dello stipendio
  • Prestito delega

Il primo è la strada maestra per un prestito per un dipendente, ancor di più se pubblico e statale.
Visto il Suo grado di indebitamento abbiamo serie ragioni per pensare che Lei abbia già percorso questa strada e che quindi il pignoramento del quinto in busta paga ci sia già.
Il prestito con delegazione di pagamento, o cessione del secondo quinto, sarebbe dunque la prossima soluzione.
Tali forme di prestito sono più ostiche da ottenere in quanto non tutte le amministrazioni rilasciano la seconda quota.
Se la Sua lo ammette avrebbe capienza per un ulteriore quinto, quindi poco più di 250 euro, e tale importo sarebbe sicuramente compatibile con un montante richiesto di 6.000 euro.
Se invece non ha modo di fare tale seconda cessione potrebbe passare per un rinnovo della prima.
In questo caso si tratta di vedere:
  • Se sono passati i termini di legge per il rinnovo.
  • Se il rinnovo consentirebbe una ulteriore liquidità come quella che Le serve, e ragionevolmente ipotizziamo che ciò sia possibile.
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Al di fuori di queste soluzioni, a nostro modo di vedere e sperando di avere una visione troppo pessimistica, per Lei non ci sono possibilità di ottenere né i 6.000 euro che Le occorrono, né un importo magari minore ma che possa comunque aiutarla con questa nuova esigenza.
Saluti.
La redazione
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Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 13-03-2023

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