Prestito di 3.000 euro per spese mediche in attesa dell'arrivo della indennità di accompagnamento. C'è l'ok del finanziaria?
Anche se apparentemente questo finanziamento sembrerebbe fattibile nella realtà deve essere valutato il reddito delle persone coinvolte nella richiesta.
Domanda:

sto facendo le pratiche per far dare l'accompagnamento a mio padre ma nel frattempo ho bisogno di coprire tutte le spese e sono tante che sto facendo ora, al caf mi hanno detto che ci vorranno ancora un paio di mesi per averlo.
mi servono 3000 euro, sperando che mi bastano e poi le restituisco con l'accompagnamento, i soldi per le prima 3-4 rate ce l ho
Risposta:
Gentile Utente,nell'approcciarsi al difficile problema che sta fronteggiando deve tenere conto di almeno due importanti punti.
- Non si può ottenere oggi un prestito se non si da prova di poter sostenere la rata per tutta la durata dello stesso.
- L'indennità di accompagnamento non consente di ricevere alcun tipo di finanziamento.
non si può avere la sicurezza di cosa accadrà nel futuro (questo mai in senso assoluto purtroppo) ma almeno si deve avere la ragionevole certezza che qualcosa possa accadare o meno.
Il riconoscimento di una indennità passa necessariamente per passaggi medici e burocratici, come ad esempio la pratica di riconoscimento della sopravvenuta invalidità o dell'aggravamento di una preesistente.
Non si può dare per certo che questi passaggi vadano a buon fine o che, per arrivare veramente ad usufruirne si debba operare un ricorso verso l'ente decisore ed erogatore.
La finanziaria non può esporsi a questi rischi erogando un prestito di cui potrebbero essere disattese già le prime rate, anche se ci dice che per le primissime avrebbe copertura.
Il secondo punto va letto in maniera più tecnica:
quando si ottiene un prestito e poi non se ne riesca più a pagare le rate ecco che il creditore può agire, mediante l'intervento di un giudice, forzosamente per recuperare i propri soldi e gli interessi di mora scaturiti dai ritardi ed omissioni di pagamento.
L'indennità di accompagnamento non è pignorabile.
Ecco che la finanziaria che già era dubbiosa in forza di quanto detto nel punto precedente accrescerebbe il proprio scetticismo, andando di fatto a rifiutare il prestito.
Per riuscire ad essere finanziato, dunque, Lei deve poter contare su uno o più redditi che esulino dall'indennità.
Ad esempio, se Lei ha modo di richiedere il prestito, per liquidità, portando a garanzia il Suo reddito, potrà farlo in quanto un prestito personale per definizione non implica una destinazione d'uso specifica:
Lei lo richiederebbe, la finanziaria vorrebbe essere informata a quali utilizzi è destinato il denaro ricevuto, ma questo non sarebbe vincolante in maniera assoluta.
Può trarre in inganno tutta una categorizzazione tipo prestito per l'auto, prestito per la moto, per spese mediche, etc. etc., ma fino a che si tratta di prestiti personali in cui la liquidità viene erogata direttamente nelle mani del debitore (Lei) nessuno potrà mai sindacare se dopo utilizzerà quel capitale nel modo prima indicato.
Si deve ora valutare se Lei ha un reddito idoneo a tale richiesta.
Per ricevere 3.000 euro occorre poter sostenere mediamente 100 o 150 euro al mese di rata, e ciò è fattibile anche con un reddito di 6 - 700 euro.
Si può inoltre fare riferimento al reddito di Suo padre, ma con una ovvia limitazione:
maggiore è il rischio vita del paziente, drasticamente minori sono le possibilità di essere finanziati.
Se, invece, l'invalidità che causa il percepimento dell'indennità di accompagnamento non incide pesantemente sull'aspettativa di vita del paziente, allora si potrà utilizzare direttamente il suo reddito per garantire il prestito.
Ad esempio Suo padre potrebbe avere una pensione di vecchiaia di importo pari a quello che dicevamo prima riuscendo ad essere finanziato senza particolari problemi.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 27-11-2023
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