Con uno stipendio di 1.300 euro e mentre si è garanti per un mutuo quale è l'importo massimo ottenibile in prestito?

Il ruolo di garante limita di molto la possibilità di ottenere un finanziamento per se stessi, a meno di non ricorrere ad un prestito pignoratizio.
Domanda:

prestito con reddito 1300 euro mente si è garante per mutuo
Prendo 1300 netti, sono garante di un mutuo, quanto massimo posso chiedere tempo indeterminato?

(Domanda inserita il 14-11-2020 sulla pagina: Calcolo importo massimo ottenibile in prestito)


Risposta:
Gentile Utente,
quando ci si presta a supporto di qualcuno nel ruolo di garante la possibilità di richiedere un prestito per se stessi è necessariamente minore perché, potenzialmente si potrebbe dover pagare la rata del mutuo in sostituzione del debitore principale.
Questo stato di indebolimento nel Suo caso non è migliorabile con l'inserimento, a Sua volta, di un ulteriore garante e poi vedremo nel dettaglio il perché.
Nonostante tutto questo la possibile soluzione è ricorrere a prestiti in cui la finanziaria possa non curarsi del Suo ruolo di garanzia nel mutuo perché ha garanzia certa che le rate di sua competenza verranno sempre versate.
L'importo ottenibile in prestito in questo caso è decisamente interessante, attestandosi in prima analisi sui 20.000 euro per arrivare a quasi un raddoppio in casi particolari.

Può il garante di un prestito richiedere un finanziamento per sé stesso?
Essersi prestato per fare da garante in un prestito limita le possibilità di richiedere un finanziamento ma il margine di manovra, in alcune condizioni, può comunque esserci

Perché Lei risulta indebolito agli occhi della finanziaria?

Chi dovesse farLe un prestito, dalla Sua banca ad una qualsiasi finanziaria, dovrà prendere in considerazione il fatto che il debitore del mutuo non riesca più a pagare la rata mensile.
In tale caso interverrà Lei, impiegando parte dei 1.300 euro che guadagna.
Lei sfortunatamente non ci indica a quanto ammonta tale rata.
Supponiamo che sia un mutuo anche modesto, diciamo da 300 euro al mese.
Vediamo il ragionamento, eliminando i tecnicismi, che fa la finanziaria che deve erogare il Suo prestito:

"...abbiamo di fronte una persona che è abituata a disporre di 1.300 euro al mese ma che rischia di doversi ridimensionare se ne dovesse spendere 300 per la rata del mutuo per cui è garante.
Se gli eroghiamo anche un piccolo prestito, ad esempio con rata di 150 euro al mese, ecco che si troverà a vivere con 850 euro al mese.
Cosa succede a chi è abituato a vivere con 1.300 euro al mese se di colpo se ne trova soltanto 850?
Il rischio che non paghi le rate è molto alto...".


E' un ragionamento effettivamente condivisibile e per niente soggettivo:
statisticamente un individuo che percepisce 1.300 euro al mese potrà pagare una rata, o delle rate, per un importo di circa 250 - 300 euro al mese (20% - 25% dello stipendio), dopodiché andrà in difficoltà.
Questo è un dato di fatto confermato nel tempo al punto di divenire una regola generale per chi deve prestare denaro.

Ricorrere Lei stesso ad un garante, idea corretta?

Un garante è una figura di rinforzo.
Lei, dal punto di vista del nuovo prestito, è in una posizione di debolezza.
Se si cercasse a Sua volta qualcuno che possa garantire per Lei?
A nostro modo di vedere questo non ha molto senso.
Il garante deve essere solo un piccolo aiuto in più.
Pur non conoscendo, dome dicevamo prima, la rata del mutuo che potrebbe trovarsi di colpo a dover sostenere, è evidente che su 1.300 euro non c'è molto margine di manovra.
Se Lei ci avesse detto che era garante di un piccolo finanziamento con rata di 100 euro ecco che Le rimaneva un certo margine per se stesso e un garante avrebbe aiutato parecchio.
Ma qui si parla di garanzia su di un mutuo, e un mutuo con rata di 100 euro è inverosimile.

Ricorrere a prestiti pignoratizi è la soluzione

Abbiamo detto che Lei è in una posizione di debolezza e che tale posizione non è migliorabile con un eventuale garante.
Se Lei vuole essere finanziato deve convincere la finanziaria che pagherà tutte le rate, anche se poi rimanesse con pochissimi soldi a disposizione.
Questo è fattibile solo con un prestito mediante Cessione del quinto.
La rata di questo prestito sarà prelevata a monte dal datore di lavoro decurtandole lo stipendio e versata alla finanziaria creditrice.
Nella misura in cui Lei non deve più decidere arbitrariamente se pagare o meno, quest'ultima sarà ben lieta di erogarLe il prestito.
La rata di questo prestito potrà essere fino a 260 euro, ovvero un quinto del Suo stipendio, e potrà generare un netto ricavo fino a circa 20.000 euro, qualora Lei decidesse di impegnarsi per il periodo massimo ammissibile ossia dieci anni.
Diremo di più, con la cessione di un secondo quinto, ossia un Prestito delega potrebbe ottenere nuovamente un importo simile arrivando quasi a raddoppiare la cifra.
Mentre per la cessione del quinto, se ci sono i requisiti, si parla di un diritto del lavoratore, per la delega si dovrà avere il benestare del datore di lavoro.

Considerazioni generali sull'indebitamento

Concludiamo con una riflessione su quello che si può fare e su cosa comporta farlo.
Se Lei può fare la cessione e decide di farla dovrà mettere in conto che se il debitore del mutuo non potesse pagarsi le proprie rata Lei si troverà impegnato per entrambi, ogni mese e non si sa per quanto tempo...
Ritornando all'ipotesi che la rata del mutuo sia di 300 euro e Lei ceda tutti i 260 euro del Suo quinto cedibile per un periodo di dieci anni, potrebbe succedere che Lei passi questi dieci anni con 560 euro di debito al mese e 740 euro in tasca per arrivare al ventisette...
Siamo i primi a dire che questa visione può essere tacciata di eccessivo pessimismo, ma anche che fossero solo pochi mesi non crediamo proprio che sarebbe per Lei indolore affrontare una situazione del genere.
Ecco dunque che una attenta valutazione dell'indebitamento è sicuramente una cosa importante che Lei dovrà fare.
Saluti.
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Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 14-11-2020

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