Prestito cointestato a pensionato e figlia con contratto a tempo indeterminato. E' ottenibile?

Nell'ipotesi di un prestito cointestato si dovrà considerare la somma dei redditi e solo secondariamente l'età del pensionato.
Domanda:

prestito a pensionato cointestato con la figlia con contratto a tempo indeterminato
Ho necessità di liquidità,nucleo famigliare io e mia figlia assunta contratto indeterminato di 500 euro al mese,io andrò in pensione ad ottobre ma abbiamo la casa di proprietà libera da vincoli.
Si può ottenere un finanziamento? Da chi?

(Domanda inserita il 30-05-2022 sulla pagina: Prestito con busta paga di 500 euro. Importo massimo ottenibile)


Risposta:
Gentile Utente,
da quanto ci indica siamo in presenza di un nucleo familiare composto da due persone, una con contratto a tempo indeterminato con 500 euro mensili di busta paga più Lei che è prossimo alla pensione.
La possibilità per Voi di richiedere un prestito c'è sicuramente dato che:
  • Sua figlia dispone di un reddito, seppure modesto.
  • Lei dispone di un reddito, attualmente come lavoratore (sia esso autonomo o dipendente) e da Ottobre come pensionato.
In questo stato di cose potreste cointestare il prestito al fine di considerare il cumulo dei redditi quale punto di partenza per il calcolo della rata.
Perché avrebbe senso muoversi in questo modo?
A causa del fatto che Sua figlia dispone di un reddito molto basso e quindi, oltre a poter ottenere solo prestiti di modesta entità, è anche un potenziale cliente poco interessante per una finanziaria procedere separatamente, richiedendo due prestiti, avrebbe poco senso.
Purtroppo Lei non ci indica a quanto ammonta il Suo reddito attuale ne quello da pensione.
Questo impedisce di sommare i redditi a Vostra disposizione per capire a quanto possa ammontare la rata "ideale" e, di riflesso, anche a quanto potere ambire come netto ricavo.
Il fatto di non poter fare questo calcolo non significa che non c'è margine per la richiesta del prestito, ma soltanto non ci consente di fare una ipotesi in merito al capitale ottenibile perché Voi possiate poi valutare se è quanto Vi occorre o meno.

Passiamo ora al discorso relativo all'immobile di Vostra proprietà esente da vincoli.
Ebbene, questo fattore è dirimente solo laddove il Vostro bisogno di liquidità fosse ingente.
Proviamo a spiegarci meglio:
se il Vostro obiettivo sono, ad esempio, cinque - diecimila euro non ci sarà necessità di garantire il finanziamento mediante ipoteca, sarà sufficiente un comune prestito personale fondato esclusivamente sulle garanzie di firma Sua e di Sua figlia.
Diverso il discorso se Vi occorressero magari 30.000 euro o più.
In questo caso potrebbe essere necessario ricorrere ad un mutuo per liquidità o un prodotto ad esso affine.
In questa tipologia di strumento finanziario la garanzia chirografaria (ossia quella espressa come dicevamo firmando un contratto) viene sostituita da una garanzia più qualificata, che per definizione è quella ipotecaria.
Solo in tale caso dunque entra in gioco l'immobile di proprietà.

Una terza soluzione è quella fondata sulla cessione del quinto del Suo stipendio, con conversione a pensione già da Ottobre.
Qui bisogna però valutare se sia strumento per Lei utilizzabile o meno, perché il datore di lavoro deve avere precise caratteristiche perché Lei possa procedere a richiedere il prestito.
Se non Le avesse si potrebbe, compatibilmente con Le vostre esigenze, attendere la data del collocamento in pensione.
Da quel momento in poi ci sarebbe la possibilità di procedere col prestito a meno di un reddito troppo basso.

Come avrà dunque intuito è possibile che Voi siate finanziati, cumulando i redditi o anche no in caso di cessione del quinto, ipotecando o meno l'immobile in base alla quantità di liquidità che Vi occorre.
In assenza dei dati reddituali andare oltre quantificando l'ammontare ottenibile e la relativa rata e durata del prestito non ci è possibile.

Saluti.
La redazione
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Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 30-05-2022

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