Finanziamento per caldaia a condensazione con sconto in fattura negato, come risolvere per usufruire dell'incentivo statale?
Capire il perché del rifiuto del finanziamento è fondamentale per decidere se richiedere di nuovo il prestito e come farlo.
Domanda:

Sto ristrutturando casa e la maggior parte dei lavori me li faccio da solo il sabato e la domenica.
Devo comprare una caldaia a condensazione che costa circa 2800 euro e posso avere lo sconto in fattura, il problema è che il negozio che la vende mi ha negato il finanziamento per la metà che devo pagare.
Dove posso chiedere il prestito?
Io sono operaio edile e sto a contratto indeterminato nella ditta del fratello di mio padre che lavora da sempre nel settore.
(Domanda inserita il 19-12-2022 sulla pagina:
Prestito con contratto a tempo indeterminato: sei situazioni che fanno insorgere problemi)
Risposta:
Gentile Utente,bisognerebbe approfondire le motivazioni per cui il prestito Le è stato negato nel momento in cui lo ha richiesto nel negozio che Le vende la caldaia con lo sconto in fattura.
Se sapessimo perché loro hanno negato il finanziamento potremmo decidere meglio come comportarsi per chiederlo nuovamente (a qualcun altro) e evitare, laddove fosse possibile, di farcelo negare di nuovo.
L'importo da finanziare, pari a 1.400 euro, dovrebbe essere ottenibile già con una retribuzione medio bassa, diciamo nell'ordine dei 600 - 700 euro.
Nel caos ci avesse indicato di essere pensionato avrebbe senso chiederLe se la Sua retribuzione fosse superiore o inferiore a tale livello, ma essendo Lei occupato, per di più con un contratto di lavoro regolare, ci appare alquanto inverosimile che disponga di un reddito più basso.
In altre parole è molto improbabile che Le abbiano negato il finanziamento a causa del reddito troppo basso.
Quello che invece non possiamo intuire in alcun modo, e se ritiene opportuno potrà comunicarcelo in seguito, è se:
- Lei ha altri debiti, per esempio un mutuo sull'abitazione o anche un piccolo prestito o magari un fido in conto corrente, anche non utilizzato.
Se ha altri debiti ecco che la finanziaria non mette più in rapporto il Suo stipendio con la rata del finanziamento di 1.400 euro ma la somma dei Suoi debiti a cui deve assolvere mensilmente con il reddito.
Ed è facile allora andare fuori dai parametri di sicurezza. - Da quanto tempo è assunto con contratto a tempo indeterminato?
Si sa che se non è assunto da almeno un anno è improbabile che Le facciano credito perché il rapporto di lavoro non è ancora consolidato.
In questo contesto non ha alcun peso il fatto che Lei sia dipendente di un familiare:
il rapporto datore di lavoro - dipendente in questo caso viene prima di quello zio - nipote. - Un ulteriore elemento da studiare è la dimensione strutturale del Suo datore di lavoro:
Lei ci dice "...nella ditta...". Ebbene che dimensioni ha questa ditta?
Se da un lato è sicuramente ottimo che Suo zio sia nel settore da molti anni, sarebbe critico se stesse operando con questa ditta da poco tempo o se avesse pochi dipendenti o poche commesse in tempi recenti.
Quando si lavora per un datore di lavoro di piccole dimensioni la finanziaria oltre a valutare Lei, con il Suo reddito e i Suoi eventuali altri debiti, valuta anche il datore.
Del resto se quest'ultimo andasse in crisi e non potesse pagare gli stipendi il riflesso su di Lei sarebbe immediato.
Se non ritiene che si stiano verificando i punti di cui abbiamo ora parlato potrebbe provare anche subito a richiedere nuovamente il finanziamento.
Dovrebbero intercorrere almeno 30 giorni tra il rifiuto del vecchio finanziamento e la nuova richiesta ma facendosi rilasciare una liberatoria si possono accorciare tali tempi.
Spesso le finanziarie accettano questo strumento, ma non sempre.
Nel caso non le accettino la liberatoria non attiveranno una nuova istruttoria e quindi potrà immediatamente provare in un'altra finanziaria.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 19-12-2022
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